Agosto 7, 2023

Scrivere come un professionista: 10 consigli per l’editing perfetto

Introduzione

Chiariamo subito una questione: l’editing e la correzione di bozze sono due cose totalmente distinte.
Se hai appena scritto l’ultima riga del tuo romanzo avrai sicuramente bisogno di fare un’editing.

Cosa significa?

L’editing di un testo consiste nel perfezionare la scrittura nel suo insieme, ottimizzare lo stile e la scorrevolezza delle frasi, regolare il ritmo e la musicalità, selezionare il giusto tono di voce, gestire l’intensità narrativa, verificare la coerenza della trama e la verosimiglianza dei personaggi.

Mi hanno sempre insegnato che l’editor non può coincidere con lo scrittore. Dopo mesi e mesi che si lavora a un romanzo è molto difficile riuscire a leggerlo con oggettività e distanza. Per questo di solito ci si affida a un professionista esterno, esperto proprio in questo tipo di attività.

Questo si fa sia nelle case editrici tradizionali, dove hanno un apposito editor interno, che nelle opere in selfpublishing.

Lasciare un testo senza averlo revisionato sarebbe come lasciare una statua appena abbozzata, per niente rifinita, e sperare che vada bene così.
Capite che saltare questo passaggio andrà a precludere in modo significativo il successo del vostro romanzo.

Poche righe sopra ho affermato che si ha bisogno di un editor esterno, e lo penso ancora.
Tuttavia possiamo fare qualcosa anche noi personalmente, una prima sgrezzatura, diciamo così, per farci una sorta di auto-editing.

Dieci consigli

Insieme a Giuseppina Ibba di Alia Verba (la migliore ghostwriter ed editor che io conosca) abbiamo compilato una lista di 10 consigli che sono sicuro ti torneranno utili nella revisione del tuo lavoro.

PRIMO

Lascia decantare il tuo scritto come un vino. Un tempo esatto non c’è, non ci sono formule matematiche. Ma a parer mio dovresti lasciarlo stare per almeno un mese. Non pensarci e non parlarne con moglie o amici. Dimenticatene, se possibile. Dopo riprendilo in mano e leggilo come se l’avesse scritto un emerito sconosciuto (che magari ti sta pure un po’ antipatico). Ora puoi permetterti di essere critico e spietato.

SECONDO

Leggi a voce alta. Se ti vergogni chiuditi in camera e fallo da solo. Ti balzeranno subito all’orecchio i cali di musicalità, i passaggi senza mordente, l’eventuale eccessiva lunghezza delle frasi, il ritmo.

TERZO

Se hai dubbi sulla struttura, smonta la storia in sequenze narrative, dando a ciascuna un titoletto.
Per esempio “Dove il protagonista vive la sua routine”, “Dove un estraneo fa saltare la sua serenità”, “Dove il protagonista parte senza dire niente a nessuno”… Puoi provare a riassumere l’intera storia in sequenze narrative.
Ora chiediti: esiste un ordine di queste sequenze che renderebbe il racconto più interessante, o più sorprendente, o coinvolgente? Chiediti che atmosfera, che messaggio vuoi trasmettere al lettore. Come comunicarglielo al meglio sistemando le sequenze narrative?
Prova a mescolare i titoli (magari trascrivendoli su foglietti sparsi o su dei post-it) e osserva i diversi risultati. A volte solo invertendo l’ordine delle sequenze ci vengono in mente idee innovative.

QUATTRO

La coerenza è fondamentale. Chiediti se il ritmo e il lessico corrispondono con il tono e l’atmosfera della storia.
Se la storia tratta del lento scorrere del tempo, e il ritmo invece è veloce e
incalzante, qualcosa non va.
Se si parla di rabbia, furore, violenza, passione, ma il lessico è ricco
di termini vaghi, quasi “pastello”, qualcosa non va.

Frasi più brevi per esempio porteranno a un ritmo più veloce.
Termini più gergali, duri, popolari potrebbero rendere meglio la rabbia e la passione.

CINQUE

Osserva attentamente i personaggi principali, cominciando dal protagonista. Dentro di te devi conoscerlo come se fosse il tuo amico più intimo, come se lo conoscessi fin da quando è nato. Anche quello che poi non scriverai è importante perché in ogni caso scaturirà a chi sa leggere tra le righe. Parti dalle caratteristiche di base, quelle più evidenti: estroverso/introverso, solare/riservato, ecc. Ma poi scava più a fondo, non solo a livello pratico come le sue abitudini, il suo stile di vita, cosa fa di lavoro, le sue passioni. Ragiona anche sulle sue profondità, le sue contraddizioni, i suoi pensieri più reconditi, i suoi desideri nascosti, le aspettative che serba dentro.
Ogni tanto, durante la tua giornata, chiediti: “cosa farebbe in questa situazione X (il tuo personaggio), come reagirebbe?”
Solo quando conosci alla perfezione un personaggio allora puoi pensare di descrivere la sua storia.

SEI

Ora osserviamo i dialoghi, croce e delizia di ogni scrittore.
Se prendi a caso una battuta, senza guardare chi l’ha pronunciata, sai dire di chi è quella voce? Si riconosce facilmente fin dal primo sguardo?
Uno degli errori più comuni è dare a tutti i personaggi la stessa voce, cioè la tua, senza pensare che ognuno si esprime diversamente. Come nella realtà, ogni personaggio parla in una determinata maniera perché è condizionato dall’età, dal retroterra culturale, dall’interazione sociale, dall’emozione del momento. Non appiattirli ma rendili unici!
Osserva poi il contenuto dei dialoghi e la loro relazione con la storia che stai raccontando. I dialoghi che decidi di scrivere sono essenziali per far progredire la storia. Se vedi delle battute che non aggiungono niente e che sono quindi inutili ai fini narrativi, eliminali senza pietà.

SETTE

Torniamo all’inizio del tuo testo, all’incipit. Fai reset nella tua testa e prova a leggerlo come se non sapessi nulla di ciò che viene dopo.
Afferra il lettore e lo trascina nella storia, spingendolo a proseguire? Ha qualcosa di memorabile? Anticipa in modo interessante il libro?
Scrivere un incipit è come gettare una lenza nel mare, se il tuo pesce-lettore non abbocca non riuscirai a tenerlo e a portarlo verso di te, non lo catturerai e la sua attenzione nuoterà verso qualcos’altro di più interessante.
Quindi se il tuo incipit risulta floscio prova a riscriverlo con una diversa tecnica narrativa. Prova a partire in medias res, oppure ponendo un enigma al lettore, o ancora introducendo un personaggio particolarmente interessante. Sii originale e intrigante e e non aver paura di riscriverlo più e più volte finché non sarai pienamente soddisfatto

OTTO

Nel corso della storia sicuramente hai disseminato dei segnali, degli oggetti significativi per la storia o per il personaggio, senza spiegarli subito. Magari hai accennato a un episodio, rimandandone lo sviluppo. Tutto questo va benissimo, tiene viva la curiosità del lettore invogliandolo a continuare la storia. Ma è fondamentale che tutti i fili che hai lasciato sospesi vengano riallacciati e spiegati. Non puoi lasciare il lettore con delle domande: tutto deve acquisire un senso prima dell’ultima pagina. Rileggi l’intero testo e per ogni segnale che hai disseminato controlla nelle pagine successive di averlo risolto.

NOVE

Una storia è buona quando riesce a trasmettere delle emozioni. Quando anche dopo aver letto l’ultima pagina rimani in quel mondo per un po’. Quando ti ha talmente rapito che vorresti visitare le ambientazioni che descrive. Quando sei diventato così vicino ai personaggi da essergli quasi amico, così tanto che ti dispiace lasciarli a loro stessi senza esserci più. Una storia deve toccare il cuore delle persone. Gira l’ultima pagina e chiediti se con la tua scrittura sai lasciare un segno. Altrimenti prova a riguardare le ambientazioni e i personaggi e rendili più toccanti, più approfonditi, più umani.

DIECI

Come ho scritto all’inizio, il miglior editor non è mai lo scrittore, ma tu potresti non avere voglia o risorse per contattare un editor professionista. Il mio consiglio è di far leggere comunque il libro a una persona esterna. Per esempio potrebbe essere un tuo amico, o magari un tuo vecchio professore delle superiori o dell'università con cui avevi particolarmente legato. O ancora potrebbe essere una tua conoscenza che hai fatto su Internet, o magari un tuo contatto lavorativo con cui hai stretto una relazione più approfondita. Insomma prova a scervellarti e a passare in rassegna tutta la tua rubrica: sono sicuro che qualcuno sarà ben felice di leggere il tuo libro. E ricorda: più critica e severa sarà la persona meglio sarà per te. Nel dubbio quindi scegli il più pignolo e spietato.

Segui attentamente questi consigli e inizia subito la revisione del tuo libro!

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Sono Stefano Murari e la passione per i libri mi accompagna da tutta la vita.

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